La “sicurezza” del sindaco Alemanno

Roma. Metro A. Fermata Porta Furba-Quadraro. Banchina direzione Battistini. L’anziana donna è appena arrivata, attende il treno che la riporterà a casa. Stazione deserta. Anzi, no: c’è un uomo vestito di nero, con un berretto bianco. Le si avvicina rapido e tenta di strapparle la borsa. Lei resiste, vi si aggrappa e grida “AIUTO!” con tutto il fiato che ha in gola. Continua a gridare “AIUTO!” restando aggrappata alla borsa. Ma non accorre nessuno.

Lo sferragliare metallico delle ruote sui binari è il segno che il treno sta per arrivare. L’uomo non può indugiare oltre, sbatte a terra la donna e le molla un calcio sul volto. Lei molla la presa. Il convoglio si ferma. Si aprono le porte. Ne scende un giovane che riesce a vedere la sagoma nera col berretto bianco fuggire via con la borsa in mano.

E’ domenica 9 dicembre, intorno alle 21,30. Nell’Officina Culturale Via Libera, al Quadraro, s’è conclusa da poco la serata dedicata a “Il tarantismo e altri riti in Salento”, con lo studioso Luigi Chiriatti e la regista Cecilia Mangini, autrice di Stendalì, uno dei documentari proiettati durante la serata, realizzato nel 1960 con Pier Paolo Pasolini. Francesca ha accompagnato Cecilia alla metro, ha atteso che sparisse dalla sua visuale ed è tornata indietro. Luigi Chiriatti e il figlio Giovanni stanno accanto al banchetto coi libri della loro piccola e preziosa casa editrice, Kurumuny, attorniati da diverse persone venute a seguire l’iniziativa. Altri soci dell’Officina sono seduti ai tavoli, chiacchierano sorseggiando un bicchiere di vino. Francesca e io parliamo con Loris, uno degli animatori dell’associazione che ci ha ospitato, per proporgli la presentazione del un mio ebook Porcilandia

“Hanno scippato Cecilia. In metropolitana!” La voce è di Luigi, ha ancora il cellulare in mano. Francesca impallidisce. L’aveva accompagnata lei, pochi minuti prima, fino alla Metro. Usciamo tutti, la fermata è a meno duecento metri. C’è già una volante della polizia e un giovane che ha assistito alla scena sta descrivendo l’assalitore a un poliziotto. Cecilia Mangini è visibilmente scossa, pallida come un cencio, dolorante per la caduta e il calcio, ma lucida. Il cellulare ce l’ha appeso al collo, perciò ha potuto telefonare a Chiriatti.
La poliziotta era rimasta sulla volante. Scende e si avvicina all’anziana regista, ormai avvolta nell’abbraccio di amiche e amici accorsi dopo l’allarme. “Signora, le consiglierei di andare al pronto soccorso a farsi vedere”: “No! Io devo andare a casa – ribatte lei – ché nella borsa avevo le chiavi di casa e non vorrei trovarla svuotata”. “Signora, stia tranquilla, quello – la tranquillizza la poliziotta – la sua borsa l’avrà già gettata da qualche parte, qua vicino, dopo avere preso i soldi”.
Francesca, rivolta all’agente: “Senta, ma non potete guardare i filmati delle telecamere per vedere se l’aggressore è riconoscibile?”
La poliziotta: “Le telecamere? A quest’ora non funzionano”.
Francesca: “Cioè… Non c’è personale, non c’è vigilanza e non funzionano nemmeno le telecamere?”
Poliziotta: “Già… E comunque, la vigilanza c’è solo a San Giovanni e a Termini”.

Ecco. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, eletto in seguito allo stupro di una donna a cui ha provvidenzialmente assistito un uomo del suo staff politico, prontamente accorso a salvare la malcapitata dalle grinfie del bruto, e che ha fatto della “sicurezza” la propria bandiera, non si preoccupa minimamente di garantire che almeno le telecamere (servono alla “sicurezza”, no?) funzionino per tutto il tempo in cui il servizio di trasporto è attivo. E la vigilanza è garantita solo in due stazioni. Nelle altre si deve pagare il biglietto (il cui prezzo è aumentato del cinquanta percento appena sei mesi fa) e si può essere scippati e presi a calci mentre si aspetta la Metro. E sono affari tuoi.

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Informazioni su Sebastiano Gulisano

Siciliano, anzi jonico-etneo trapiantato a Roma. Cane sciolto, curioso, giornalista per passione civile (ma questa non è una testata giornalistica - e si vede). Disadattato, ché mi pare che di civile in giro ci sia sempre meno. Sognatore: cioè fesso.
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2 risposte a La “sicurezza” del sindaco Alemanno

  1. daniela ha detto:

    in che mani abbiamo affidato la nostra città. SVEGLIA, GENTE!!!!

  2. donatella ha detto:

    Io sono stata rapinata l’anno scorso su via casilina vicinissimo a P.za Lodi, e la polizia, che ho fermato subito dopo, con la moto, ha chiesto i documenti a me invece di inseguire il ladro… sono stata spintonata e gettata a terra perchè anche io avevo urlato!!! La sicurezza…. di chi ? La sua!!!

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