#NoMuos. Se difendere la salute diventa problema di ordine pubblico

02_bambiniI bambini sono le principali vittime delle onde elettromagnetiche emesse dal sistema di telecomunicazioni NRFT della Marina militare USA (US Navy) installato nel 1991 nella Sughereta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. A Niscemi non s’erano mai visti bambini depressi, né autistici: ora ci sono. Così come c’è un vistoso aumento dei tumori infantili, con percentuali superiori alla media nazionale. Di nuovo, rispetto al passato, c’è la ragnatela di antenne della US Navy che ventidue anni fa ha aggiunto i suoi effetti a quelli letali del petrolchimico di Gela, a venti chilometri da Niscemi. Questa realtà emerge dai dati raccolti dal dottore Marino Miceli fra pediatri e medici di base che operano nel territorio comunale; un’indagine da cui emerge che anche gli adulti non se la passano bene, considerando che 14 cittadini su 100, a fronte di una media nazionale del 4%, sono affetti da tumore alla tiroide, mentre 7 uomini su 100 patiscono tumori ai testicoli. La media nazionale è de 2%.

Il MUOS, malgrado la rassicurante relazione dell’Istituto Superiore di Sanità, le cui conclusioni non sono condivise dagli esperti nominati dalla Regione Siciliana (che però non ne ha stranamente tenuto conto), andrebbero ad aggiungersi a quelli causati dal petrolchimico e dal sistema NRFT. In un’intervista rilasciata al regista Enzo Rizzo per il film No Muos, Rosario Crocetta, presidente della Regione, osserva che il sistema immunitario delle persone che abitano in questa zona della Sicilia è impegnato da decenni a difendersi dagli “attacchi” del petrolchimico e delle antenne esistenti e non riuscirebbe a fronteggiare alcuna nuova insidia. Però, malgrado non ci sia la prova che il MUOS non faccia male alla salute, mentre la legge richiede tale certezza, ha deciso di dare il via libera alla conclusione dei lavori il giorno prima che il Consiglio di Giustizia Amministrativa potesse confermare o riformare la sentenza del TAR di Palermo che impediva la costruzione del MUOS.

I bambini, le donne e gli uomini di Niscemi ringraziano sentitamente.

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04_PromesseCrocetta ha incentrato la sua campagna elettorale regionale del 2012 sulla revoca delle autorizzazioni concesse dalla Giunta regionale di Raffaele Lombardo; quest’anno, sullo stesso tema, ha costruito la campagna per le elezioni politiche e le amministrative. Lo scorso mese di febbraio, dopo un’indagine delle Commissioni regionali Territorio e Ambiente e Sanità da cui emerse una lunga serie di irregolarità nella concessione delle autorizzazioni, Crocetta le sospese e inviò a Niscemi l’assessore al Territorio, Mariella Lo Bello, a rassicurare la popolazione e gli attivisti: “Il MUOS non si farà”. A conferma di ciò, due mesi dopo, la Giunta Crocetta provvide a revocare definitivamente le autorizzazioni. Ma i lavori del MUOS proseguirono col beneplacito della Regione, tanto che il 3 maggio il dirigente generale dell’assessorato Territorio e Ambiente, Vincenzo Sansone, rivendica per iscritto, in una corrispondenza resa pubblica da Anonymous, «che questo Assessorato non ha mai impedito alcuna azione all’interno della base», mentre quattro giorno dopo, nella memoria che l’ufficio legale della Regione deposita al TAR, nella controversia col ministero della Difesa, gli avvocati precisano che «eventuali disagi o ritardi» nella costruzione del MUOS non sono attribuibili alla Regione, bensì «riconducibili ai presìdi spontaneamente organizzati dalla popolazione del territorio interessato e da simpatizzanti».

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06_Vietato_entrareI presìdi e le altre attività di contrasto alla costruzione dell’opera organizzati, sono finora costati al movimento No MUOS svariate decine di multe di alcune migliaia di euro l’una, sei arresti e numerose denunce penali a cui vanno aggiunte le denunce in arrivo per gli attivisti saliti sulle antenne esistenti l’8 agosto e le altre annunciate per l’invasione popolare della base USA del giorno successivo finalizzata a “liberare” i dieci “scalatori”. Una lista di “carichi pendenti” che rischia di porre ai margini della società chi si è battuto e continua a battersi per la difesa della salute, del territorio e della pace, con costi amministrativi e legali che peserebbero anche sull’economia familiare di persone benestanti, figurarsi sulle tasche di casalinghe, impiegate, studenti e disoccupati.

In un contesto in cui contro il MUOS si sono espressi, con atti formali, i 90 deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana, 4 consigli provinciali, decine di sindaci e consigli comunali, il M5S, esponenti politici della sinistra italiana e grandi associazioni antimafie, risulta paradossale che gli attivisti No MUOS siano lasciati a loro stessi nel momento in cui lo Stato gli presenta il conto economico, amministrativo e penale legato al loro attivismo civile.

*Sul numero un uscita di Siciliani giovani, con un inserto fotografico di otto pagine

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Informazioni su Sebastiano Gulisano

Siciliano, anzi jonico-etneo trapiantato a Roma. Cane sciolto, curioso, giornalista per passione civile (ma questa non è una testata giornalistica - e si vede). Disadattato, ché mi pare che di civile in giro ci sia sempre meno. Sognatore: cioè fesso.
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4 risposte a #NoMuos. Se difendere la salute diventa problema di ordine pubblico

  1. Pietro Orsatti ha detto:

    L’ha ribloggato su Pietro Orsattie ha commentato:
    I bambini sono le principali vittime delle onde elettromagnetiche emesse dal sistema di telecomunicazioni NRFT della Marina militare USA (US Navy) installato nel 1991 nella Sughereta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. A Niscemi non s’erano mai visti bambini depressi, né autistici: ora ci sono. Così come c’è un vistoso aumento dei tumori infantili, con percentuali superiori alla media nazionale. (…..) Di Sebastaiano Gulisano

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  4. Johnk531 ha detto:

    Usually I do not read writeup on blogs, nevertheless I wish to say that this writeup extremely forced me to take a look at and do so! Your writing taste has been amazed me. Thanks, really wonderful post. dfbegcebeeda

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